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IMAT: cos’è il grasso intramuscolare e perché riduce qualità muscolare e health span

IMAT (IntraMuscular Adipose Tissue): il grasso intramuscolare che anticipa la deriva metabolica

Nel dibattito sulla composizione corporea maschile, la riduzione della massa grassa viene ancora interpretata prevalentemente in termini quantitativi: calorie, deficit energetico, percentuale di grasso totale, talvolta grasso viscerale. Tuttavia, un approccio realmente orientato all’health span richiede di considerare non soltanto la quantità di tessuto adiposo, ma la sua distribuzione e il suo impatto sulla qualità muscolare.

In questo contesto, l’IMAT (IntraMuscular Adipose Tissue) – ovvero il grasso intramuscolare – rappresenta una variabile di rilevanza clinica crescente, strettamente associata a:

  • perdita di qualità muscolare

  • resistenza insulinica periferica

  • riduzione della funzione mitocondriale

  • aumento del rischio cardiometabolico

Non tutto il grasso è uguale. E non tutto il grasso compromette la funzione nello stesso modo.

Cos’è l’IMAT e perché è diverso dal grasso viscerale

L’IMAT è un deposito adiposo ectopico che si accumula tra e all’interno dei compartimenti muscolari. A differenza dei lipidi intramiocellulari fisiologici (IMCL), che rappresentano una riserva energetica utilizzabile, l’IMAT costituisce un’infiltrazione strutturale che altera l’architettura del muscolo scheletrico.

Diversamente dal grasso viscerale, che agisce prevalentemente a livello sistemico, il grasso intramuscolare compromette direttamente:

  • la meccanica contrattile

  • la comunicazione cellula-matrice

  • l’efficienza ossidativa

Si osserva così un fenomeno di disaccoppiamento tra struttura e funzione: il muscolo può apparire volumetricamente conservato, ma presenta una riduzione della sua qualità biologica. Questo si manifesta clinicamente come dynapenia precoce, ossia perdita di forza non proporzionale alla massa.

(Studi chiave: Goodpaster et al., 2001; Addison et al., 2014)

IMAT e resistenza insulinica: il ruolo del muscolo nella salute metabolica

Il muscolo scheletrico è il principale sito di captazione del glucosio post-prandiale. Quando la qualità muscolare si deteriora a causa dell’infiltrazione adiposa, si instaura un microambiente caratterizzato da:

  • lipotossicità locale

  • infiammazione cronica di basso grado

  • disfunzione mitocondriale

  • ridotta ossidazione degli acidi grassi

Questa condizione favorisce la resistenza insulinica periferica, spesso in fase subclinica. L’IMAT rappresenta quindi un indicatore precoce di alterazione metabolica, anche in soggetti normopeso o con BMI apparentemente nella norma.

(Studi chiave: Goodpaster et al., 2000; Hilton et al., 2008)

IMAT, invecchiamento e perdita di riserva funzionale

L’accumulo di grasso intramuscolare aumenta con l’età, la sedentarietà e l’insulino-resistenza, ed è fortemente correlato con:

  • riduzione della performance fisica

  • maggiore rischio di fragilità

  • aumento della mortalità cardiometabolica

L’infiltrazione adiposa intramuscolare non è soltanto una conseguenza dell’invecchiamento, ma un acceleratore della perdita di riserva funzionale. In quest’ottica, l’IMAT diventa un biomarcatore strategico per valutare la traiettoria di salute nel lungo periodo.

(Studi chiave: Delmonico et al., 2009; Marcus et al., 2010)

Come si misura l’IMAT: dalla risonanza alla bioimpedenziometria avanzata

La risonanza magnetica e la TAC rappresentano il gold standard per la quantificazione dell’IMAT, ma sono strumenti poco applicabili nella pratica clinica quotidiana.

Oggi, la bioimpedenziometria multifrequenza e vettoriale di nuova generazione consente, attraverso l’analisi combinata di:

  • angolo di fase

  • distribuzione dei fluidi intra- ed extracellulari

  • indici di qualità cellulare

di intercettare alterazioni compatibili con infiltrazione adiposa intramuscolare e riduzione della qualità tessutale.

Questo consente di integrare la valutazione della massa con quella della qualità muscolare, anticipando il disaccoppiamento struttura-funzione prima che si manifesti clinicamente.

(Studi chiave: Norman et al., 2012; Bosy-Westphal et al., 2013)

Ridurre il grasso intramuscolare: strategia integrata per migliorare la qualità muscolare

La semplice restrizione calorica non è sufficiente per migliorare l’IMAT. La letteratura mostra che l’intervento efficace richiede:

  • allenamento di forza progressivo

  • lavoro aerobico a intensità moderata (zona 2)

  • miglioramento della sensibilità insulinica

  • ottimizzazione del microambiente infiammatorio

L’obiettivo non è solo ridurre la massa grassa totale, ma promuovere un rimodellamento muscolare funzionale.

Dal paradigma calorico al paradigma strutturale

La nutrizione tradizionale tende a focalizzarsi sulla perdita di peso. Tuttavia, in un modello orientato all’health span e alla longevità funzionale, la variabile decisiva è la qualità del tessuto muscolare.

Nel mio approccio clinico, la valutazione della composizione corporea integra l’analisi quantitativa con parametri di qualità cellulare ottenuti mediante bioimpedenziometria avanzata. Questo consente di identificare precocemente la presenza di grasso intramuscolare (IMAT) e di intervenire in modo mirato sul rimodellamento tissutale.

Non si tratta semplicemente di ridurre calorie, ma di:

  • preservare funzione

  • migliorare efficienza metabolica

  • aumentare resilienza sistemica

  • prolungare la health span

La domanda centrale non è “quanto peso perdiamo?”, ma “quanta funzione riusciamo a preservare nel tempo?”.

Riferimenti scientifici selezionati

  1. Goodpaster BH et al. Skeletal muscle attenuation determined by CT is associated with skeletal muscle lipid content. J Appl Physiol. 2000.

  2. Goodpaster BH et al. Effects of physical activity on strength and skeletal muscle fat infiltration in older adults. J Appl Physiol. 2001.

  3. Addison O et al. Intramuscular fat: a review of the consequences and causes. Int J Endocrinol. 2014.

  4. Delmonico MJ et al. Muscle quality, muscle fat infiltration, and mortality risk in older adults. J Gerontol A Biol Sci Med Sci. 2009.

  5. Marcus RL et al. Increased intramuscular adipose tissue and reduced muscle strength in older adults. Muscle Nerve. 2010.

  6. Hilton TN et al. Excessive adipose tissue infiltration in skeletal muscle in individuals with obesity and diabetes. Obesity. 2008.

  7. Norman K et al. Prognostic impact of phase angle in clinical settings. Clin Nutr. 2012.

  8. Bosy-Westphal A et al. Phase angle and body cell mass in health and disease. Eur J Clin Nutr. 2013.


 
 
 

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